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Isoglosse piemontesi e continuità dal paleolitico: il parere di Mario Alinei
Mag 13th, 2011 by linguapiemontese

dialetti in piemonte

Anni fa, contattai via mail il professore Mario Alinei, ideatore della Teoria della Continuità Paleolitica (PCP Paleolithic Continuity Paradigm). Volevo infatti complimentarmi personalmente per il suo lavoro e  porre alcune domande.

Poiché esse riguardano i temi trattati dal blog, pubblico alcuni stralci di esse.  Riporto inoltre in forma più completa le risposte che gentilmente il professor Alinei volle inviarmi.

E’ chiaro che si tratta di un semplice scambio epistolare tra un lettore appassionato di un libro ed il suo autore. Non si deve ricercare quindi qui una dimostrazione delle tesi formulate.

Per avere un quadro di riferimento si possono avere molte informazioni sul sito ufficiale del team di esperti che si ispirano a tale teoria .

I miei quesiti al professore Mario Alinei

…In Piemonte vi è una confusione terribile tra Celti, Leponzi e Liguri (in genere gli ultimi considerati pre-IE)…

…-Perché il ligure ha una cadenza simile al portoghese?

-Perché intorno ad Asti le A diventano simili ad O, le U francesi o lombarde diventano I, le O sembrano pronunciate da un russo?…

…Infine che cosa pensa della terza componente principale in Italia nelle ricerche di Cavalli-Sforza, Menozzi e Piazza che sembrano indicare un’area (ligure?) geneticamente individuabile nelle zone di cui parlo?

Come si scioglie il groviglio Ligures – VBQ – ligustico – differenza genetica . labializzazione “alla Gorbaciov”?…

Risposte del professore Mario Alinei

…Nella mia visione, i Celti vanno messi da un lato, come un ramo indipendente dell’IE, Leponzi e Liguri dall’altro, come ‘fronde’ del ramo che ho chiamato Italide, ma che sarebbe meglio chiamare ‘ibero-dalmatico’, per delimitarne l’area. Linguisticamente, cioè come attestazioni dirette, sappiamo qualcosa del Lepontico, cioè che è affine all’Italico, ma molto influenzato dal Celtico, ma nulla o quasi del Ligustico.

Ha ragione a notare la somiglianza nell’intonazione ligure e portoghese. ma sul perchè purtroppo non ho nulla da dirle. Si potrebbe ipotizzare che l’area Ligure-Portoghese fosse un’antica unità, diciamo una delle maggiori ‘fronde’ del ramo ibero-dalmatico. Ciò che potrebbe spiegare l’isofonia da lei notata, tipica di due aree marginali, e un tempo forse comune a tutta l’area…

…A mio parere, se, come pare, i Liguri si differenziano dagli altri gruppi peninsulari, ciò può voler dire che i Liguri furono più esposti degli altri alle influenze di gruppi intrusivi, provenienti dal Nord Africa o dal Mediterraneo orientale. Senza tenere conto dei Celti, che sicuramente si aggiunsero.

Quanto al groviglio da lei giustamente notato nella Val Padana solo la ricerca futura potrà scioglierlo, almeno nelle linee essenziali.Se assumiamo la contiguità degli Slavi con i nostri antenati della Val Padana, una loro influenza a partire dal Neolitico, se non prima, è del tutto attendibile, e del resto ve ne sono già numerose prove, alle quali, se me ne resta il tempo, mi propongo di aggiungerne altre. A mio avviso queste influenze slave sono arrivate fino alle Alpi Occidentali, se non oltre. Si saranno incrociate, a partire da un periodo che non possiamo fissare con sicurezza, ma che può essere anche antico, alle influenze celtiche provenienti da Occidente. E con quelle mediate dai Liguri, come portatori di quelle influenze di adstrati mediterranei che ho menzionato sopra. La genetica riflette non solo le origini, ma anche le ibridazioni successive…

…i Liguri, che si saranno mescolati nel corso dei millenni con le popolazioni marittime più attive del Mediterraneo fin da quando cominciò a esistere la navigazione, e cioè dal Paleolitico Superiore…

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